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La via francigena
La via Francigena era una delle strade, o forse, la strada più importante per l'Italia del Medioevo, in quanto costituiva il collegamento tra le regioni transalpine e Roma. Moltitudini di pellegrini di diverse lingue, paesi, censo e cultura la attraversarono in modo sempre più cospicuo a partire dall'XI sec., facendone un importante luogo di incontro e di scambio culturale. Si chiamava così perché era 'generata' dalla Francia, ma, a volte, era anche denominata "strada dei nati in Francia" (strata Francigenarum). Non bisogna immaginare la via Francigena come un'unica arteria che attraversava in diagonale l'Europa medievale da nord a sud, ma come qualcosa di molto meno definito e assai più complesso. Le fonti documentarie rivelano come molte in età medievale fossero le vie «francigene», e non si trattava di varianti di percorso di una stessa via ma di percorsi diversi con pari dignità. I grandi poteri medievali non Quando si voleva indicare la meta, anziché la provenienza, la si definiva "via Romea", con riferimento ai pellegrini diretti a Roma, ma la si trova indicata nelle fonti anche in altri modi: via del re (via regia), via pubblica del conte (via publica domini comitis), strada dei pellegrini (strata pellegrina o pellerina), o addirittura, quasi a sottolineare la pluralità di utenti, strata publica peregrinorum et mercatorum. Per conoscere nel dettaglio l'itinerario valdostano della via Francigena si possono leggere gli appunti di viaggio dell'arcivescovo |
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